Immagine casuale
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Retini Bruno

La voce degli alberi

Recenti ricerche scientifiche stanno tentando di dimostrare che le piante

comunicano tra loro e con l’ambiente esterno. Probabilmente non verrà

mai inventato un traduttore speciale per parlare con loro, ma Bruno Retini,

con questi alberi di Romagna, ha compiuto il tentativo di chiamarli per

nome, cercando di strappargli due parole, o almeno un saluto.

Abitano la Romagna e sono, a tutti gli effetti, romagnoli anche loro.

Se davvero potessero parlare con noi, di certo lo farebbero in dialetto.

Affondano con determinazione le radici nei luoghi a noi cari e nella

memoria collettiva di tutti i romagnoli. Passano tutta la loro vita sempre

nello stesso posto dove sono stati piantati. Non si spostano mai.

Questo li rende senz’altro i testimoni più sinceri della nostra terra.

(Anonimo Romagnolo)

 

“LA VOCE DEGLI ALBERI”

 

Pablo Picasso scrive:

“Attraverso l’arte noi esprimiamo la nostra concezione di ciò che la natura non è”

 

Cosa si nasconde dietro ad un albero?

Bruno è un artista versatile in continua sperimentazione espressiva. Ci propone spesso opere che trattano temi naturalistici; affronta con molta semplicità queste tematiche e va oltre la semplice rappresentazione di ciò che si vede.

 

L’albero, nella pittura è uno dei simboli mitologici, religiosi, più importanti .E’ un simbolo potente che vive e si moltiplica nel tempo, al quale vanno attribuiti valori forti che vanno al di là della semplice rappresentazione oggettiva.

Numerose sono le risonanze che ruotano dietro l’immagine dell’albero:

Da una parte la connessione a due regni, quello terreno e quello celeste. Quasi a rappresentarne l’intima necessità di uno scambio.

Dall’altra parte l’immagine di un percorso , inteso come processo di evoluzione e di crescita.

 

Gli alberi di Bruno affondano le proprie radici nella terra della Romagna.

Le radici sono simbolo del nostro inconscio, il tronco si modella cercando la luce e cresce e si ramifica verso il cielo, congiungendo così questi due mondi.

Bruno ha aggiunto un valore in più agli alberi che già vivono…,gli alberi di cui ci parla hanno un nome….Il suo tentativo in questa mostra è quello di presentarceli…..

Lui non si pone il problema di affondare le proprie radici in qualche corrente artistica, prevale esclusivamente un progetto di arte che va al di là della realtà .

Imprime le immagini di questi alberi romagnoli sulla tela attraverso pennellate decise e colori vivaci. A volte seziona questi alberi e ce li presenta attraverso tele distinte, quasi a condurci in una sorta di “riflessione universale”. Sono alberi “protagonisti”, ben definiti nella loro struttura, i rami si dipartono dal tronco e la corteccia contribuisce a rendere la pienezza del tronco, il tutto armonizzato da fondi decisamente azzurro/blu.

C’è una luminosità e una atmosfera speciale che avvolge gli alberi di Bruno.

Ecco quindi che l’osservatore viene avvolto da un fascino misterioso e trasportato nell’immaginario suono degli alberi.  

L’invito di Bruno, attraverso queste opere è quello di imparare ad ascoltare gli alberi.

Ammiriamo le opere di Bruno in silenzio, ascoltiamo il suono degli alberi, ritroveremo emozioni radicate nelle nostre origini. 

 

TU NON SAI (Alda Merini)
Tu non sai: ci sono betulle che di notte levano le loro radici, e tu non crederesti mai che di notte gli alberi camminano o diventano sogni.

Pensa che in un albero c'è un violino d'amore.
Pensa che un albero canta e ride.
Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi diventa vita.

Te l'ho già detto: i poeti non si redimono, vanno lasciati volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire.

 

Gli alberi dipinti da Bruno diventano poesie ... non rimane che ascoltarle e ammirarle.

 

 Gabriella Muccini

 

 

Bruno Retini è nato a Russi (Ravenna), dove vive e lavora. Dal 1984 partecipa a mostre collettive e concorsi; in tali manifestazioni ha ricevuto attenzioni e riconoscimenti.

Contatti

E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Cell. 338 2334705

 

 

 

 

B.R.01

 Continuità nello spazio -  50x90 - tecnica mista su tela - 1° Premio V Biennale di Faenza

Albicocco

Albicocco - olio su rame

Chiocciola allo specchio

Chiocciola allo specchio - olio e ferro su tavola

La dispensa dei nani

La dispensa dei nani - olio e ferro su tavola

Nebbia

Nebbia - acrilico su tela

Senza titolo

Senza titolo - olio e ferro su tavola

 Sole d'autunno

Sole d'autunno - olio su rame

 

Tramonto

Tramonto - acrilico su tela

Valle

Valle - olio su tavola

Valli

Valli - olio su tavola

 

XXXII parallelo

XXXII parallelo - olio e fero su tavola

 

 

 

 

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